Essere o apparire

Ecco.
Dopo un weekend pesantissimo, mi ritrovo a riflettere, di nuovo, su questo tema.
Pesante, ma interessante. Eventi diversissimi, ma un unico filo conduttore.
Venerdì fiera, sabato sera in compagnia, domenica di servizio. Parto dall'ultimo, e vado come i gamberi.

Cosa vuol dire "Protezione Civile"? O più semplicemente, cosa vuol dire "volontariato"?
Volontariato significa dare una mano gratuitamente, senza nulla chiedere nè aspettarsi, o sfilare in divisa di fronte a personale e popolazione, quasi a dipingersi come un eroe?
In questo range di comportamenti, estremi inclusi, si sviluppa tutto un mondo di persone che, in un modo o nell'altro, fanno parte di quell'organizzazione che fino a qualche anno fa era ai più sconosciuta, e praticamente ignota anche a me.
Senza sparare giudizi… che tanto ognuno se li può ben fare da solo osservando coi propri occhi…
Vedo persone che non hanno spesso nemmeno DPI, tantomeno divise con relative stelline appiccicate sopra.
Che si finanziano spesso rimettendoci denaro solo per rendersi utile quando loro richiesto.
Che talvolta arrivano a ignorare le proprie priorità per ritrovarsi inviluppati nei bisogni degli altri.
Certo, anche questo è un estremo. Forse troppo estremo… Non si dovrebbe mai spingersi così oltre. Saltano i confini tra te e il mondo.
Ma vedo persone che hanno divise piene di contrassegni, che si atteggiano quasi a forze dell'ordine, che si fanno vedere solo per sfilare e farsi belli di fronte a tutti. Ehi, guarda qua, sono figo!
Vedo "volontari" gelosi di ogni cosa loro, che non si sporcano le mani tantomeno le casacche, e che rifuggono spesso le responsabilità. Che pensano al proprio tornaconto, e l'altro viene "usato" solo per apparire.
All'estremo, vedo chi sfrutta l'attività per guadagnarci. Chiedendo soldi per il proprio servizio di "volontariato". O, peggio ancora, usando denaro pubblico per fini prettamente privati.

Due facce dello stesso mondo, o due universi completamente distinti?
Mi piace pensare che l'unico guadagno debba essere quel "grazie" che ti aspetti ma che non ti è dovuto. Mi piace pensare che ogni persona dovrebbe essere, prima o poi, "volontaria" nei confronti del prossimo.

Essere o apparire, anche nella cerchia degli amici.
Odio quel modo di mettersi in mostra esagerato, il pavoneggiarsi, l'impadronirsi della scena a discapito di tutti. Non l'ho mai sopportato, e non intendo sviluppare una forma di tolleranza più marcata verso simili atteggiamenti.
Mi stanno sulle balle e la cosa muore lì. Ma ciò vale per me…
C'è invece chi ci rimette, di fronte a queste cose. C'è chi subisce l'isolamento che ne deriva da tali modi.
C'è chi decide di non opporsi utilizzando la stessa moneta a tali azioni ostracizzanti.
Ma forse bisognerebbe essere più forti.
Gira e rigira, lo sappiamo tutti che chi fa così lo fa solo per nascondere una debolezza, la propria piccolezza. In certi casi per supplire anche a una piccolezza fisica.
Ma ciò non deve essere una scusante. Solo una chiave per comprendere quanta poca ricchezza si celi in chi si comporta così.

Basta dunque poco per ribattere. Spesso basta il semplice girarsi, e guardare altrove. E casomai una battuta al vetriolo che, anche se farebbe ridere una persona davvero sicura di sé, manda a tappeto chi si cela dietro strategie di autodifesa narcisistiche.
E il problema di fondo non è tanto l'uno o l'altro narciso. Ma il fatto che scelgono come vittime solamente chi da loro subisce. E siccome prima o poi se ne incontra un altro, bisogna imparare a conviverci…

A comportarsi da gentiluomo con i gentiluomini.
Ma da vichingo con un vichingo.
Se fai il gentiluomo con un criminale, questo ti mette a tappeto in due secondi.
Al criminale, bisogna ribattere con altrettanta forza e determinazione.
Questo non significa "abbassarsi al suo livello". Vuol dire, come sopra, comprenderlo, e utilizzare tale conoscenza per contrastare lui e le sue azioni.
Vuol dire non lasciarsi intimorire. Vuol dire rimanere fermi nei propri valori, anche quando la voglia di tirare la zappa sulla sua testa bacata è fortissima.
Vuol dire metterlo in ridicolo di fronte agli altri e a sé stesso.
Vuol dire contrastarlo e far trionfare la giustizia.
Ma, di nuovo, vuol dire soprattutto non avere paura.

"Essere coraggiosi", anche se si può "apparire spaventati".

Ecco, son tornato a venerdi in fiera. Peccato non essere riuscito a prendere un pò in giro quel criminale in cui mi sono imbattuto.
L'ironia, specie per chi non riesce a comprenderla, è la cosa più odiosa. E ciò la rende ancora più divertente per chi la utilizza come unica arma di offesa.
Mette in ridicolo chi si pavoneggia. Mostra la piccolezza di chi si atteggia a Dio.

Tornando a stasera, mi torna in mente quella frase "Non abbiate paura!" che echeggia ancora su Piazza San Pietro, e nel mondo intero.
Anche per chi la fede l'ha persa, come per chi la vive a modo suo, sia per chi non l'ha mai conosciuta… è innegabile sia stato un grande Uomo.
Un rivoluzionario non violento. Che con le sue parole e le sue azioni ha contribuito a cambiare, nel proprio piccolo essere uomo, in meglio il mondo.
Vivendo una vita semplice, anche se si era l'autorità più grande della Chiesa. Chiedendo una cassa grezza, come ultima volontà.

Un esempio per tutti, di come sia importante più l'essere, dell'apparire.

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