La bugia più grande

Un anno fa esatto era il giorno della partenza per il primo giorno da volontario.
Sapevo cosa lasciavo, non immaginavo quello che avrei trovato. Lasciavo per una settimana l'appartamento, l'università, lasciavo a casa tutta la sofferenza per situazioni che anche io definivo immutabili, che mi ripugnavano, lasciavo tutto per un'avventura senza alcuna certezza, ma la cui incertezza era già migliore del tanfo in cui avevo vissuto per mesi.
Lì trovai una situazione inverosimile, sofferenze e problematiche che facevano impallidire ogni questione che avevo lasciato su al nord. Trovai gente sull'orlo della disperazione totale, volontari bloccati e incapaci di tornare alla vita di tutti i giorni, ma anche tantissimi nuovi amici, dei quali ricordo come fosse un minuto fa i volti e le parole.
Il giorno del ritorno a casa fu il più brutto. Mi ero affezionato così tanto a quell'ambiente da considerarlo casa mia.

Al ritorno trovai a casa una situazione ben peggiore di quella che avevo lasciato. Anche l'apparenza di normalità non poteva nascondere tutta la sofferenza che trasudava dalle persone che conoscevo, e che percepivo più intensamente della mia.
Forse è stata l'Aquila, forse il percorso fatto fino a quel momento, ma trovai la forza di reagire. Non potevo lasciare tutto alle ortiche, non potevo permettere che le erbacce nascondessero il giardino fiorito che sentivo c'era ancora. Quei fiori erano comunque ancora la mia famiglia, i miei affetti. Sarei stato un codardo e un pusillanime a non provare, almeno, a fare in modo che potessero riprendere il loro posto.

"Son stati giorni di tempesta e vento, ed era pronto solo chi era pronto. Ma adesso sai a cosa vai incontro, chi non è morto è già più forte."

I mesi successivi sono storia. La storia, la storia di tutti, ha potuto ricominciare a scorrere, non è più rimasta arenata e immobilizzata dal fango delle bugie e dei gossip. E se così è stato non è merito mio, ma di tutti.
Di tutti quelli che non sono rimasti indifferenti a guardare marcire ciò che più amavano.

Diceva Gramsci: "Odio gli indifferenti". Una frase della Bibbia invece recitava pressapoco "non siete nè carne nè pesce, mi date la nausea".
Credo che il male non sia prendere una posizione o l'altra, non sia schierarsi su una posizione irremovibile. Quella è una scelta. Il peccato è non fare quella scelta che ci è concesso di fare. E' non scegliere.
E' rimanere indifferente di fronte alla sofferenza altrui solo perchè "non mi riguarda", è non prendere una posizione per mantenere la benevolenza di entrambe le parti, è ignorare che la verità assoluta non solo non è conoscibile in sè, ma è pure costruita dall'indifferenza della gente.
Indifferenza che non fa altro che convalidare lo stato delle cose, rendendole reali, certe e date per sempre.

Una canzone fa: "Ogni passo è una scelta, ogni passo fa l’impronta, quante cose spegne la prudenza…" e continua: "ogni battito è una scelta ogni sguardo mantenuto ogni nefandezza che hai scordato…"
Guardiamo avanti, ma senza dimenticare da dove veniamo. Siamo nati con la possibilità di scegliere: usiamola. Prendiamocene la responsabilità. E' la differenza tra passare la giornata con un occhio chiuso, per non vedere quello che vogliamo ignorare, e il dormire con un occhio aperto, per sopravvivere a chi ci giudicherà per le scelte che abbiamo fatto. E' la differenza tra essere vegetali ed essere uomini.

Ho scelto di dormire con un occhio aperto.
Di vivere con l'ansia che solo una continua guerra fredda può generare.
Preferisco l'incertezza di sapere come andrà a finire, che avere la certezza di aver sprecato l'unica possibilità di migliorare lo stato delle cose. Meglio rimanere mezzi svegli la notte, che non essere svegli affatto.

Chiudo con questa poesia, a mio avviso bellissima, trovata in rete mesi fa su un sito che probabilmente ora è chiuso, ma che è stato illuminante per comprendere certe situazioni, e per capire come uscirne.

La Bugia Più Grande è quella che non si dice.
E' quella che tieni dentro e che a volte neanche riconosci tu stesso.

La Bugia Più Grande è essere convinti di un destino superiore a noi e contro il quale non possiamo lottare per cambiare le cose.
E' quella che ti dici ogni mattina quando ti guardi allo specchio e accetti lo scorrere delle cose.
E' quella che ti dici la sera, prima di andare a dormire, pensando che tutto è sempre per come avrebbe dovuto essere.

La Bugia Più Grande è accettare passivamente per stanchezza.
E' avere paura delle novità, è vivere di ricordi.
E' temere perchè ancora la pelle fa male.

La Bugia Più Grande, la più vera che ci sia, è quella che vorrei essere quando sono me stessa e sbaglio, quando dico ciò che penso e ne pago le conseguenze, quando vivo di emozioni che forse, a volte, si pensa si possano soffocare.

La Bugia Più Grande è guardare e restare in silenzio.

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