Costruire il domani

Quando un periodo, anche di pochi mesi, sembra durare così tanto e contemporaneamente così poco, e nel complesso ti sembra essere "il" periodo, il tutto, al cui confronto il resto degli anni passati sembra nulla… sembra che quel periodo non debba e non possa mai finire.
Ma è inevitabile, ogni momento fuori dall'ordinarietà è destinato per definizione a terminare. Ma ti lascia sempre qualcosa dentro, specie se esperienze, frasi che senti, ti ripetono che l'hai vissuto al massimo, e che qualcosa dentro ti ha lasciato.

Il ritorno all'ordinarietà è strano, e nel contempo desiderato. Riabbracciare chi non vedevo da mesi, tornare a una vita più normale senza la frenesia di quest'estate, chiudere la parentesi. Riuscire a comprendere il significato di questa parentesi nel romanzo che si vive.

"I processi psicologici sono canalizzati dall'anticipazione degli eventi", frase che riassume tutto il pensiero di una scuola di pensiero che probabilmente mi guiderà nel prossimo periodo. Siamo in continuo movimento, ma non è il movimento casuale, randomico ed entropico che ci caratterizzerebbe se fossimo esseri banali. Ma ci costruiamo continuamente, prendendo esempio da quello che abbiamo già vissuto, anticipando e ipotizzando il risultato di ogni parola e azione. In modo adattivo, ovviamente.
Allora forse il mio modo di essere non è così sballato… sarà per quello che mi ci trovo e che ci vivo così bene.

"Se non sai cosa succede nella mente di una persona, chiediglielo: magari te lo dice". Cavolo, lo sostengo da una vita! E' la mossa più semplice e probabilmente più azzeccata per risolvere il 98% dei problemi che ci circondano: parlare, condividere.
Non ha senso perdersi in elucubrazioni mentali senza senso quando non hai a disposizione spesso i dati per trarre una conclusione che abbia un minimo di fondamento. Niente seghe mentali, please.
Certo però che quando provi a parlare e ti ritrovi di fronte un muro, le cose un pò cambiano… Mi domando se a questo Kelly ci aveva pensato. Per quel che mi riguarda, anche il silenzio, i giri di parole, l'evitare i discorsi, il mentire, un significato ce l'hanno. Basta non esagerare nell'interpretazione, nel non metterci del proprio. Qui forse l'anticipare gli eventi e ipotizzare rischia di essere troppo fantasioso, talvolta controproducente.
Ma quando non riesci a capire una persona, e il rimanere nel limbo della non comprensione è troppo difficile e doloroso, come non cercare di risolvere quella situazione di stallo in tutti i modi che hai a disposizione, rischiando anche di sbagliare?

Alla luce di queste due frasi, posso rileggere molti degli eventi che ho vissuto ultimamente.
La prima in particolare mi fa riflettere sul masochismo, sul cercarsela, sul non accettare che alcune situazioni non possano cambiare senza una presa di posizione personale.
Intendo, se una persona non cambia, non cambierà mai perchè non è intenzionata a farlo o non può perchè è malata dentro, perchè insistere a trovare significati in comportamenti che non hanno a che fare con altri, perchè insistere nel cercare un qualsiasi tipo di rapporto se si rivela una continua sofferenza? E' un'anticipazione non adattiva, che non porta da nessuna parte, se non a star male. E dal canto mio mi inizio a stancare di ripeterlo.
Me lo faceva notare anche un'amica qualche giorno fa, come comportamenti così fossero presenti. Sono bastate alcune frasi ascoltate per farmi capire quanto aveva ragione.
Una visione più oggettiva delle situazioni in molti casi può aiutare. E questa oggettività forse si può avere solo col dialogo, con il confronto, con la condivisione.
Che contano sempre di più. Specie se hai la fortuna di aver qualcuno con cui riesci a parlare a cuore aperto, a condividere.

E ora, si che si può ricominciare. Domani è arrivato.

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