Eroi e priorità

Mi sento come uscito da una centrifuga, o come il mattino dopo una serata passata a bere.
L'alcool sblocca i freni emotivi, scioglie i muri attorno, polverizza l'armatura che uno si costruisce per sentire meno le botte della vita. Brucia le ferite, ma le guarisce, come il sale.

Insomma…
Mi sento un pò svarionato, e non è colpa di tutto quello che ho bevuto ieri a pasquetta.
E' già un pò che è così. E lo vedo anche nel rendimento negli studi: circa quindici giorni che non faccio praticamente un tubo. L'ultimo esame si avvicina, se per qualche motivo non lo supero a luglio non mi laureo. Gh!!
E gli eventi esterni di questi ultimi giorni hanno influito nemmeno così tanto, a dire il vero. Li ho affrontati come al solito, senza tirarmi indietro, dando la massima disponibilità, ma in generale è proprio la voglia di fare che manca. L'obiettivo non è più così evidente… sento la necessità di dare una svolta, di prendere in mano prima di tutto la mia, di vita, per una volta. La necessità, forse, di te.

Bello impegnarsi per gli altri, mettersi a disposizione, correre a soccorrere chi ha bisogno di aiuto, passare le notti a fare assistenza a chi non è più autosufficente. Fa sentire bene, fa respirare, fa andare a letto sentendosi finalmente utili, senza un briciolo di egoismo…
Forse un briciolo di egoismo però c'è, nel non dare importanza a sè stessi.
Ritornano le parole di appena due mesi fa: ama il prossimo tuo come te stesso… non puoi amarlo di più di te stesso. O meglio, puoi, e in molti lo facciamo regolarmente…
E così ci buttiamo giù dall'83o piano del grattacielo, per salvare chi si è buttato per cercare la morte o chi è scivolato giù e urla di terrore…
Già, ma non siamo supereroi, non sappiamo volare. E quando si tocca terra, sono cazzi anche per noi.
Credo che la chiave sia dare tutto quello che si può. E non di più.
Se nel tentativo, onorevole per carità, di fare il massimo, superiamo i nostri limiti, ci rimettiamo in prima persona… e se sei ferito a letto, se non riesci più a reggerti in piedi per le troppe botte, se perdi la ragione, la lucidità o la fiducia in te stesso, non puoi più aiutare. Nessuno. Spesso nemmeno te stesso.

Forse dell'egoismo non ci libereremo mai. Forse un pò di egoismo, sano, è necessario per sopravvivere, e vivere nell'altruismo.

Ieri giornata spensierata, ma tre pensieri fissi nella mia testa.
Circondato da pazzi scatenati, svaccato su una coperta, con una cuffia d'ipod sull'orecchio, con sei birre in corpo, a guardare il cielo, a tentare invano di sgombrare la mente.
Ogni tanto mi passava davanti una maglia nera con scritto "Si può spegnere ogni tanto il pensiero, Vasco Rossi", ma per me era impossibile.
Non potevo non pensare a chi aveva perso tutto, a chi stava soffrendo in ospedale… ed egoisticamente, ai miei sentimenti, talmente confusi e aggrovigliati, forse bloccati da un'armatura da guerriero medievale, che premevano per uscire.
Vado a letto alle due guardando un film americano stupidissimo in cui uno si vendicava perchè gli era stata ammazzata la famiglia (ancora con i remake postmoderni del conte di montecristo… che palle), come per non interrompere la giornata e tenere il cervello spento.

Ma ecco che appena chiusi gli occhi le barriere saltano, l'inconscio prende il sopravvento, e ogni cosa che tenevo bloccata con la ragione esce fuori di prepotenza, senza che avessi la possibilità di impedirlo.

FastForward nel futuro di una settimana, e sentire che tu, che nonostante gli anni sei rimasta nel mio cuore, ti sei sposata, e con alex poi, e da un lato essere felice, dall'altro provare un senso strano di malinconia, di essere ancora una volta fuori tempo, senza nemmeno la possibilità di dirtelo più, anche se sarebbe stato solo per farti partecipe di quel che non ci eravamo detti mai.
Svegliarsi frastornati, con "never say never, don't let me go, don't let me go" nella testa, cercare di capire e rendersi conto che…

Priorità.
Per me ora, mettere una fine a tutto questo. Ricominciare a crederci, dire quello che sento alla persona che vorrei accanto anche se conosco pochissimo, rischiare che vada tutto a troie, non mi importa più nulla. Non posso pretendere di avere le botte di culo che ha avuto qualcun altro, con la iella che mi perseguita poi non è nemmeno realistico pensarci. Non aspetto l'occasione, creo l'occasione.

Solo se dò a me stesso l'importanza che dò agli altri, riuscirò davvero a fare qualcosa per loro.

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