Lying in wait

da dove comincio? dalle sensazioni ambivalenti provate negli ultimi giorni, o da un mese neanche fa?
So solo che l'ultimo mese è stato un oceano di emozioni, di sensazioni provate, di situazioni belle e spiacevoli, e che se il mio cuore ha retto a tutto in qualche modo, probabilmente reggerei anche a un pianoforte che mi cade diretto sulla testa.
Una sberla in faccia prima, la caduta a terra, sotto terra, il risalire la china con un'energia mai trovata prima, forse convincendomi anche che avevo visto decisamente male, il rivedere poi le mie posizioni di fronte a una chiaccherata di un pomeriggio. Le serate con gli amigos paduan, momenti bellissimi passati assieme, momenti spensierati e carichi di emozioni a Firenze, il vivere cinque giorni sentendomi da dio andando poi al mare, tornare e avere l'impressione che tutto si sia sistemato e che le cose stiano finalmente andando per il verso giusto, la delusione qualche sera dopo e l'ennesima mia sensazione che sia tutto sbagliato. Le chiacchere con un'amica sempre pronta ad ascoltarmi, consigliarmi, consolarmi, più giovane di me e contemporaneamente più matura, firmare un foglio che cambierà in qualche modo la mia vita, salutare chi parte e non rivedrò per un mese o più, il trovarsi a riaprire un cassetto che era stato chiuso a chiave e la chiave buttata sul fondo del pozzo senza fondo, trovare che nel tempo in cui il cassetto è rimasto chiuso ciò che vi era riposto è cambiato, passare due serate piacevolissime e trovarsi poi fermi, seduti fumando una marlboro e una lucky, a chiedersi: è troppo?
Forse si. E ho la sensazione di star giocando a Solo, e di avere in mano appena un paio di carte, e di ritrovarsi alla giocata successiva con tutti i giochi stravolti, senza avere nemmeno il tempo di dire "a".
Dove sono finito? Dove sono finiti quei momenti spensierati carichi di felicità, estemporanea certo, ma così spontanea?

Vivere ogni momento al massimo, cogliendo l'attimo. Millenni fa già si diceva carpe diem, e non era neanche un pirla qualunque a proclamare questa filosofia di vita.
Certo, io l'attimo lo colgo. Ma faccio anche a pugni con tutto il resto. Razionalità, emozioni, situazioni, istanti, pensieri, irrazionalità. Si fondono tutti assieme e contemporaneamente lottano strenuamente per prevalere l'uno sull'altro. E in ogni caso il torneo si svolge nella mia mente, e nel mio cuore.

E quella che doveva essere una semplice attesa melanconica di una nuova rivoluzione, diventa di colpo una rivoluzione essa stessa, una lotta dentro me che potrebbe cambiarmi ma anche no.

Se fino a qualche tempo fa pensavo che tra due persone ci debbano essere tante cose in comune perchè ci siano intesa e feeling, ora non ne sono più così sicuro. E se fossero le differenze tra noi a mantenerci in qualche modo ancora legati?

Non provo più quel sentimento, da molto ormai. Ma l'affetto resta, e con esso la paura, legati assieme dalla sensazione di non riuscire a capire cosa conti davvero per me in realtà.
Probabilmente lo scoprirò solo col tempo.

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