Friends?!

Sarà che sto studiando come un matto, sperando di passare l'esame della prossima settimana, e che son preso malissimo, per cui mi sto cagando addosso…
Sarà che è nelle ultime settimane ho dovuto riflettere molto, e questo mi ha fatto consumare un mucchio di energie, e le rimanenti sarebbe meglio che le dedicassi a tenere accesa la parte razionale del mio cervello e disattivata quella emotiva…
Saranno tutte queste cose, insieme a un bel pò di intellettualizzazione strategica, ma mi sa che Kierkegaard aveva ragione. Su un bel pò di cose.
E una delle sue riflessioni mi porta sull'amicizia.
Una bella parola. Ma quando si può parlare di amici, e quando di conoscenti?
E' da un bel pò che sto cercando di tracciare dei confini tra le due cose, senza peraltro risultato. Ma gli ultimi avvenimenti sicuramente mi hanno aiutato in questa faccenda. E credo di essere a un passo dal capire questa cosa fondamentale, cioè chi posso considerare amico, chi nemico, chi conoscente.
Nemici. Non ne ho. Almeno per il momento. Cerco di non averne, non mi va di portare rancore a qualcuno, almeno non per più di un breve periodo. Ci perdo solo io, perchè se uno diventa un nemico, vuol dire che è una persona di merda che non mi considera, e se oltre a starci male quando lo si scopre ci si deve stare male anche dopo, beh, non ne vale proprio la pena.
Comunque nemici non ne ho. Non ho nessuno da mettere in questa categoria, fortunatamente.
Amici. Pensavo di averne molti. Invece ora che ci penso bene, di persone con cui posso confidarmi a cuore aperto e pensare ad alta voce senza farmi nessun problema ce ne sono gran poche. Anzi, penso siano in tre. E chi lo è lo sa, e non serve aggiungere altro.

La schiera dei conoscenti si sta invece espandendo a vista d'occhio. Non per nuove entrate, ma per declassamenti.
Per molti non cambia nulla, solo mi sono reso conto che non riesco, o non voglio, o non ho abbastanza fiducia per aprirmi completamente con loro. E non mi sembra ci sia niente di male, dopotutto. Anzi mi sembra una cosa completamente nella norma, avere delle persone con cui te la senti di confidarti e altre con cui non ne sei in grado.
Per qualche altro invece la cosa è diversa. Ci sono persone che sembrano davvero essere tue amiche, e invece poi si rivelano l'esatto contrario. Per loro non sei altro che un oggetto, un mezzo ben poco nobile per raggiungere lo scopo. Davanti fanno il bel faccino da bravo ragazzo, da dietro invece sono pronti, alla prima occasione, a colpirti a tradimento, senza farsi il minimo problema. Se poi diventi scomodo, infamare l'"amico" è la prima cosa da fare.
Ed è un atteggiamento che non sopporto proprio.
Oppure si rivelano del tutto diversi da come te li aspettavi, e riescono a far star male un altro dei tuoi amici, senza tanti scrupoli.
E questa è una cosa che sopporto ancora meno.
Come può uno che si definisce amico, far star male un'altra persona che ti è amica? Come puoi, a questo punto, scegliere da che parte stare? Perchè una scelta, qui, ci vuole proprio. Ma come si fa? Come si fa a considerare amico uno che si comporta cosi? Diventa un semplice conoscente…
Non è ancora abbastanza. Sono troppo buono, e come "chi che xè massa bon", anche io "passo par cojon". Ma non per sempre. Comunque non è ancora abbastanza per entrare a far parte della schiera (peraltro vuota) dei nemici.
Ma non manca molto. Al terzo torto, e chi mi conosce lo sa, divento una belva. E non mi limito a fermarmi quando mi faccio male a una mano… se si perde il controllo, si perde la ragione, e chi può fermare un essere che non ha più nessun controllo sui propri istinti?
Kierkegaard diceva: l'amicizia è un tormento in più.
Meno male che c'è chi mi vuole bene, chi si fa in quattro per me, qualcuno che per me vale mille e per il quale valgo altrettanto… basta questo, e riesco già a pensare più positivo. O sono ancora troppo ingenuo, troppo buono?

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