apr 11

Crescere

Ultimi due mesi qui a Padova.
Ultimi due mesi che avrei voluto trascorrere in appartamento, per godermi un pò casa, stare con i coinquilini, che forse non vedrò quasi più esaurita questa esperienza. Ultimi due mesi di vita universitaria. E poi, l'ignoto.
Un futuro che per quanto possa progettare, è in gran parte impossibile da prevedere. Fa parte del gioco. Sennò sai che noia, sennò sai che palle.

I cambiamenti che sto vivendo dentro di me li sento anche attorno a me. Cambia il modo in cui percepisco il mondo, gli occhi con cui vedo tutto ciò che mi circonda, il metro con cui valuto ogni esperienza personale o vicaria.
Talvolta ho pensato di essere un pò fuori dagli schemi nel sentire questi cambiamenti con così forte intensità. Più mi guardo attorno, più vedo infatti amici che rimangono aggrappati alle certezze dell'oggi.

Certezze illusorie. Perchè non puoi assolutamente prevedere con esattezza il decorso degli eventi. E sforzarsi di controllare tutte le variabili equivale a vivere nella paranoia e allo scoprirsi infine depressi, avendo dovuto subire l'impossibilità di obbedire alle perentorie direttive di un Io ipertrofico.
Detto in altri termini: non perdere tempo a tentare di controllare ciò su cui non hai alcun potere. Ma concentrati nel fare ciò che puoi per costruire al meglio la tua Vita e quella degli altri.

Non posso non pensare a una chiaccherata dell'altro giorno. Ti vedo si e no due volte l'anno, e ogni volta ne avresti da raccontarne che neanche Beautiful…!
E ti chiedi se sei da ricovero. Certo, lo sei se ti fai una domanda del genere! Ogni esperienza fa parte della vita. Lascia sempre qualcosa dentro, nel bene o nel male.
Solo che non puoi saperlo a priori, se sarà un'esperienza positiva o deleteria. Puoi solo decidere se farla o meno. Un salto nel vuoto.
E ti dai regole. Un manuale di istruzioni. E io mi chiedo come possa essere già tutto scritto a priori in un manuale. Ma non è lo scopo della vita stessa, tentare di scriverlo?
Tentare di dare un senso alle parole scritte su un libro le cui pagine fino a qualche istante prima erano ancora bianche?
Non vi sono regole giuste. Lo sono se tu le reputi tali.
E se te ne dai, e le infrangi, forse non erano così "giuste". Forse era un'esperienza da fare.
E adesso?
E adesso, a posteriori, prova a capire perchè, e cosa ti ha lasciato dentro.
E solo ora scrivi quelle righe. E rileggile. Perchè potrebbero avere, finalmente, un senso.

In questa serata di trentennio, serata di una giornata spensierata vissuta con i miei attuali amici, non posso non pensare a quel che è stato. E a quel che sarà.
Attuali, perchè appunto ho cambiato tante compagnie, per poi tornare a quella dei coetanei con i quali avevo iniziato l'avventura nel mondo.
Potrei dire che mi pento di non aver condiviso con loro la prima parte dell'adolescenza. E in parte si, me ne dolgo. Ma se allora avevo scelto una strada differente, forse l'avevo fatto perchè ne ero convinto. Perchè ne sentivo il bisogno.
Così ho vagato per anni cercando chissà cosa. Forse cercavo me stesso. Chissà se finalmente dopo trent'anni di girovagare mi sono trovato!
Però, ripensando agli anni trascorsi, alle amicizie trovate e perse, agli amori vissuti e sfioriti, alle delusioni brucianti e alle sofferenze patite, posso dire che sono soddisfatto di dove sono arrivato.
E ancor più di chi ho attorno.

Non posso e non voglio sapere con certezza il mio domani. Voglio scoprirlo con le persone che ho scelto. E che non smetterò mai di ringraziare per esserci sempre state. Sia nel bisogno che per la semplice armonia dello stare insieme. Per scrivere le righe più importanti su quelle pagine ancora bianche.

Perchè le gioie non sono autentiche se non sono condivise.