dic 24

Attori e spettatori

Circa una quindicina di giorni fa avevo in testa un bel pò di idee da buttar giù. I pensieri erano troppi, tra l'altro mancava qualche giorno a un esame fondamentale, e un altro paio di processi in loop consumavano tutte le mie risorse ormai ridotte al lumicino. Era un pò che non mi potevo permettere di fermarmi, le vacanze me le son solo sognate, la testa non ha mai potuto riposare sul serio.
Condizione ideale perchè tornassero a farsi sentire i sintomi dello stress che ormai conosco fin troppo bene. Forse non sono stati un male, perchè mi hanno avvertito che dovevo rallentare, e che un pò di giorni di riposo e riflessione mi avrebbero fatto bene.

L'anno sta per finire. Come era cominciato l'ho già detto… non voglio nemmeno ritornarci. Non perchè non voglia ripetermi, o non voglia ripensarci.
Semplicemente, perchè non ha alcun senso. E intendo, non solo il pensare al passato.
La domanda è: verità storica o narrativa?
Ha senso cercare di narrare un qualcosa e pretendere di essere obiettivi?
Quando scriviamo, parliamo, raccontiamo, ci mettiamo sempre del nostro. E quello che c'è là fuori nel mondo ne esce sempre, comunque, inevitabilmente distorto. Non c'è una prospettiva neutra. Chi crede di poter narrare obiettivamente, non vede al di là del suo naso.
Ora ripenso: ho cominciato l'anno nel peggiore dei modi. Non mi aspettavo che le cose potessero migliorare, vedevo tutto nero. Com'è che ora non riesco a non considerare positivamente tutto questo passato, che riesco a trarne qualche insegnamento, che lo vedo come forse uno degli anni più importanti della mia vita?
Forse sono matto! Completamente matto! Se l'Alzheimer fosse contagioso, potrei averlo preso da mia nonna.

Negli ideogrammi cinesi, crisi e opportunità si scrivono allo stesso modo.
Forse, quel che conta è come interpreti gli eventi. Come interpreti le persone che incontri. Come interpreti tutto ciò che il mondo ti sbatte davanti.
E di fronte a un evento, siamo noi a colorarlo di negatività o di positività.
Non solo: possiamo anche cambiarvi il colore a distanza di tempo. E quello che tempo fa è sembrato un momento disastroso, oggi può essere visto in tutt'altra chiave, come una opportunità di svolta.

La chiave è: essere attori.
Possiamo scegliere, siamo liberi di scegliere. Attori o spettatori. Artefici della propria vita o naufraghi in balia delle onde.
Sembra tutto così ovvio e semplice, ma perchè molto spesso ci lasciamo cullare dal mare?
Siamo convinti che il destino sia dato, che per quanti sforzi si possa fare non sia modificabile.
Che agire comporti troppi rischi
Che prendere delle decisioni e fare dei cambiamenti implichi una responsabilizzazione
Insomma, che essere protagonisti della propria vita sia un peso troppo grande. Meglio lasciarsi guidare, allora?

Alcuni scelgono allora di essere spettatori.
Dopotutto, è una condizione rassicurante.
Non devi assumerti rischi, non devi assumerti responsabilità.
Puoi essere passivo e indifferente di fronte a quello che il mondo ti mette davanti.
Ti fai i cazzi tuoi, non prendi posizione, non ti esponi, continui la tua routine senza fiatare, e quello che ti circonda ti sfiora come una brezza leggera accarezza le piante.
Accetti tutto quello che ti viene dato da mangiare. Se ti danno merda, butti giù anche quella.

Si tratta di scegliere: attori responsabilizzati, o spettatori deresponsabilizzati.
Non posso fare a meno di chiedermi se l'Italia e la nostra politica interna sarebbero stati meno disastrosi, se ci fossero stati più protagonisti disposti a prendersi delle responsabilità e ad agire per cambiare.

Il cambiamento… Fa paura.
Perchè sai cosa lasci, anche se non ti piace. Ma non puoi sapere a cosa arriverai.
E allora si finisce per preferire il rimanere nella fogna piena di liquame, piuttosto che cercare di uscire senza avere la certezza di cosa troverai al di fuori di essa.
Inoltre, cosa penseranno di te tutti gli altri, che ti vedono rischiare la vita sociale per qualcosa che nemmeno sai?
Cosa penserebbero tutti i collegati a Matrix, se vedessero che qualcuno sta cercando di uscirne?
Cosa pensavano di Guglielmo Marconi i suoi vicini di casa, che vedevano lampi viola tutto il dì e non immaginavano che stava per inventare qualcosa che avrebbe rivoluzionato il mondo?
Cosa pensavano molte persone quando vedevano un pirla qualunque cercare di conquistarsi la possibilità di dire la propria?
"Sei un imbecille. Sei matto. Sei completamente pazzo."
Mi viene in mente Homer Simpson che dice a Lisa: "dai, fatti lobotomizzare anche tu… è bbbeellloooooooooo"

Essere attori, e determinare la propria storia. E' più impegnativo che guardare uno spettacolo, ma puoi scriverne la trama.
Si può scegliere: essere spettatori passivi del solito show, o registi di un nuovo film di successo.

Agli spettatori non posso fare alcun augurio: è già tutto deciso, basta leggere la trama. Ammesso che siano in grado di farlo, che non considerino un rischio troppo grande anche quello!

Buon Natale e buon anno a tutti gli attori. Citando Doc, "Il vostro futuro non è ancora stato scritto, quello di nessuno. Perciò createvelo buono!"