nov 30

Il confine

Nel 1999 è uscito Post Orgasmic Chill, ero in quarta superiore, è stato l'anno della devastante gita a roma, ho preso la patente, avevo diciott'anni, è uscito Matrix, la musica dance ha raggiunto il suo apice, c'era Napster, c'era un cielo di stelle sopra di noi e la luna sorrideva sorniona.
La batosta arrivò poco dopo, ma non importa… l'anno aveva lasciato il segno, finì con una festa paurosa della quale perdemmo completamente il controllo e che rimase negli annali.
Dieci anni dopo, un altro anno di svolta. Se penso a com'era cominciato… una sfiga dietro l'altra, pensieri ossessivi che mi disturbavano la mente, l'intestardirsi a far funzionare qualcosa che non poteva funzionare, mia nonna che si rompe una gamba, le guerre da combattere e le cose da sopportare, un terremoto, una tragedia, un pugno allo stomaco, il rivivere le sensazioni provate otto anni fa con una ragazza tra l'altro incredibilmente somigliante a Paola, il rialzarsi a velocità lepre e…

Considerare che in fin dei conti per me è stato il miglior anno finora, nonostante tutto.
Di svolta, ora tutto ha un senso, ora si può intravedere un finale lontanto.
E la spiegazione a tutto è arrivata proprio dalle cose peggiori che sono successe, sia nel mio piccolo che nelle tragedie più grandi. E' brutto dirlo, brutto anche solo pensare di poter trovare un senso al tutto anche grazie ai drammi più brutti.
Ma d'altro canto, non son mica tanto normale io.

Normale.
Qualcuno è in grado di dirmi cosa è normale? Darmene una definizione? Qualcuno è così sicuro di esserlo da poter scagliare la prima pietra sui matti?
Normalità intesa come norma sociale, cioè media dei comportamenti socialmente accettati… allora un suicida per noi potrebbe essere malato di depressione, o potrebbe aver avuto un colpo di matto. In Giappone fare Harakiri non è così inspiegabile, e fino a una cinquantina d'anni fa era il modo più onorevole di andarsene quando ci si era macchiati di un disonore, anche semplicemente non aver raggiunto un obiettivo.
Normalità intesa come mancanza di malattia… malattia mentale?

Qualcuno riesce a rispondere alla domanda "dove sta la mente" e cosa succede ad essa quando è "malata"? E' un organo? Tutto si riduce a impulsi cerebrali e noi siamo succubi del funzionamento elettrochimico di quella massa biancastra e molliccia che ci ritroviamo, chi più chi meno, nel cranio? Le autopsie e gli studi sul cervello dei matti non hanno mai rilevato nulla di visibile… e ammesso soffermarsi sui neurotrasmettitori… un calo di serotonina è la causa della depressione, o ne è la conseguenza?

Qualcuno sa tracciarmi un confine tra normalità e malattia mentale?
Adolf Hitler era un pazzo o un genio? Berlusconi è un megalomane o un grande imprenditore? Una che si sente giù di morale perchè il moroso l'ha scaricata è malata di depressione o è una condizione normale? Un dissidente è da considerarsi matto perchè la pensa diversamente o semplicemente vede le cose in modo diverso? Le visioni di santi e madonne che ha mia nonna sono allucinazioni o segno della potenza divina? Gesù che credeva di essere il figlio di Dio, lo era sul serio o era un pazzo megalomane?
Uno che molla tutto, dai soldi alla vita che ha fatto per più di vent'anni, e decide di vivere nella povertà e nell'aiuto del prossimo, è un pazzo, un coglione… o semplicemente San Francesco?
C'è una prospettiva vera, reale, innegabile, un punto fisso di partenza… o dobbiamo arrenderci all'evidenza che tutto cambia a seconda di come lo guardiamo?

"Lega gli alberi perchè non camminino, potrebbero andare sotto il tram".
E' un semplice delirio nonsense di un matto, o è una affermazione geniale?

Sarò matto, sarò un illuso, ma non riesco a non considerare quest'anno un anno fantastico, di svolta, nonostante tutto. Se non altro ora posso immaginare che il puzzle prima o poi riuscirò a completarlo, che ne risulterà un quadro, forse a prima vista illogico, ma in cui tutte le tessere trovano la loro collocazione naturale.

Questo per dire… non voglio fissarmi sulle cose brutte. Ma, senza ignorare queste, considerare quelle belle. Che anche nelle cose peggiori si può trovare un senso, che il mondo non finisce con una delusione, e che, sebbene venga automatico chiudere gli occhi quando te la pigli in quel posto, non è che i colori del mondo spariscono. Viene meno solo la voglia di guardarli.

E a quel punto sta solo a noi riaprirli, e tornare a vedere il sole.
Perchè il sole, gli alberi, i fiori, non se ne sono mai andati. E anzi, nei momenti in cui chiudi gli occhi ti esortano a riaprirli… che non vale la pena passare la vita a struggersi.

E pensare che sono stato "malato di depressione", e che a detta di qualcuno non mi sarei mai rialzato, perchè dalla depressione non si guarisce se non con la morte. Credo che sia vero, non si può guarire, dato che non è una malattia.
Purtroppo, quando ho riaperto gli occhi, mi sono reso conto di essere matto. E felice di esserlo, di riuscire a guardare il sole, il mondo.

Oggi, anche se fuori diluvia, c'è il sole. Anzi, molti soli. E nelle notti, ci saranno le stelle. E sorgerà anche la luna a illuminare il cammino. E grazie alla loro compagnia, i momenti bui saranno sempre episodi.

nov 15

Metà novembre

Piove sui monti e sulle scale
su petali e parole sul cuore mio che batte
Piove sui poveri soldati
sui campi abbandonati e sulla mia città.

Piove e mentre guardo il mare
ripenso alle parole che mi hai lasciato scritte
Provo un pò a dimenticare
infatti guardo il mare e non ci penso più

Agosto sembra ormai lontano
ma io sono vicino a dove ti incontravo
semplice vestita in modo semplice
sei diventata complice e non ti scordo più…

Piove, adesso come prima sto nella mia cucina
che mi preparo un pesce. Cuoce lentamente il sugo
e nel frattempo annego
e non ci penso più.

Agosto è ancora nei miei sensi
ma tu cosa ne pensi, mi vuoi ancora bene
indice di una vita semplice
sei diventata complice ma non ti fidi più.

Chissà dove sarai adesso, dov'è tutto quel sesso,
quel caldo, quel sudore…
Chissà se ancora pensi al mare, al caldo da morire
che non si sente più..
Chissà se agosto è ancora nostro, se ancora splende il sole
o poi magari piove..
Chissà se mai la frustrazione
diventa un'emozione così non piove più.

Piove, sui banchi della scuola
su ogni mia parola che non riesco a dire,
provo un pò a dimenticare
infatti guardo il mare e non ci penso più…

Alex Britti

nov 10

Traboccare di vita

Grazie a questa brillante manovra diversiva anche l'ottava e la nona divisione nemica sono annientate… annientati annientati! Finiti morti kaputt! Oh! E mentre la folla oceanica accoglie in visibilio le armate trionfanti che precedono l'ingresso del loro glorioso imperatore, inclito, munifico, preclaro, sicumero, ottundente, invitto, alfio portatore dell'immortale vessillo della sempiterna pax sphirinxiana, nelle insondabili profondità della sua mente superiore ha già preso forma il piano sublime che porterà finalmente ordine nei più remoti recessi dell'universo. E non è lontano il giorno in cui a milioni, miliardi, tutti – nessuno escluso – si piegheranno tremanti e glorificheranno la potenza ultraterrena del loro Dio, Sphirinx I dell'universo, inviato da se stesso per portare luce nelle tenebre e ordine nel caos!
E la folla, uniti i cuori in un unico grido che scuote i pilastri del cosmo, prorompe nell'immortale canto di vittoria: Heil Sphirinx! Heil vittoria finale! Heil conquista dell'universo!


Ogni volta che rileggo questo passaggio mi scompiscio dal ridere… e in effetti sarà qualche settimana che rido a crepapelle. Queste parole, in ogni caso, non sono mie nè di qualche altro essere basato sul carbonio (che si vergogna talvolta di essere alla base di molta vita intelligente) ma sono dette da Sphirinx, protagonista assieme a un altro demone di un vecchio fumetto senza nè capo nè coda la cui trama continua a cambiare nelle varie pagine, che seguono un filo conduttore nonsense non dissimile da quello del mondo vero. Demone infernale proveniente dall'affollatissimo girone dei megalomani dislessici, sphirinx possiede un intelletto superiore, anche se non è mai stato chiarito superiore a cosa… Il suo obiettivo, da millenni, è quello di conquistare l'universo. Ovviamente non ci può riuscire perchè è un esaltato inconcludente, e viene definito dagli autori "Praticamente innocuo."
"Praticamente innocuo" è anche il libro che conclude la saga della Guida Galattica per Autostoppisti, film demenziale ma anche no, nel senso che è possibile ritrovarvi molti degli assurdi presenti nella società di oggi.

Oh, ma aspetta, sto facendo dell'ironia, e ciò è male! Meglio se mi dedico a qualcosa di più costruttivo, altrimenti è come se dicessi Eucalipto al demone delle Mazzate! ROAR!
Ad esempio potrei occuparmi dell'allevamento dei criceti nani del Botswana. O di come trasformare un asino in una zebra con della pittura indelebile, di come costruire un motore a improbabilità infinita, del babelfish e di tutte quelle cose là. O ancora di argomenti seri, come la psicosi da influenza suina che sta mandando in tilt i servizi di soccorso delle varie ulss. Ma forse sarebbe meglio che lavassi i piatti, chè stanno piangendo e si sentono soli e abbandonati, poverini.

Come? Sto scrivendo un mare di cazzate? Lo so… sto bene! Si, sul serio, sto bene!… mai come ora negli ultimi anni credo. E' bellissimo stare in mezzo a voi, sentirsi pari tra i pari, ridere scherzare e non aver niente che sia rimasto in sospeso. Parlare con te liberamente, ascoltare ed essere ascoltati. Senza un giudizio, spesso senza che ve ne sia motivo o necessità, anche solo di cazzate, solo per comunicare "ci sono, sono qua". E vedere che le serate passano alla grande, si ride, si scherza, talvolta si affrontano questioni serie, talvolta si sbevazza senza ritegno, ci si confida senza timore, ci si confronta, ci si vuole bene, ci si aiuta, ci si sorprende, si può arrossire e commuoversi senza problemi, si può respirare, a pieni polmoni.

Di tutti i regali che potevamo farci, questo è senza dubbio il più bello, e il più gradito. E raramente ti ho visto così al limite tra l'imbarazzo e la commozione… e l'unica domanda che mi sto ponendo è se quello che stiamo donando abbia un valore rispetto a tutto quello che stiamo ricevendo. Solo il vederti felice, spensierato, vedere tutti i miei amici al top sarebbe stato anche abbastanza. Esserci, è il massimo.

Questo stare bene mi porta a riconsiderare alcune scelte. Vedremo, se l'anno prossimo resterò in questo appartamento. Non è l'università, non è il lavoro, non è la necessità di stare lontano dai miei quello che conta ora. Ma è il posto dove se potessi non lascerei finire mai ogni giornata trascorsa assieme.