gen 27

Imprevisti

Capita.
Capita a volte, che le cose non vadano come programmato.
Tentiamo di pianificare la nostra vita, spesso anche nei piccoli dettagli, pur di poter controllare il controllabile e avvertire un certo senso di sicurezza, nonostante le variabili che ci circondano. Più ne controlli, più ti senti al sicuro.
Eppure succede. Che ti ritrovi a fare i conti con qualcosa di non calcolato. E' scontato, non puoi tenere tutto a bada. E se lo si facesse, la vita perderebbe molto del suo significato, e della spontaneità con cui vale la pena essere vissuta.

Ecco come mi sento: impotente.
Di fronte a un vissuto personale che non avevo messo in preventivo, e che devo cercare di mettere da parte. Ma contemporaneamente non posso negarlo a me stesso, e non solo a me.
Affrontarlo, l'unica maniera per uscirne. Insieme, dato che ho la fortuna di avere un così bel rapporto con te.

Mi sento anche: stronzo.
E nell'istante in cui lo penso – e lo sto pensando spesso – mi rendo conto che non l'ho fatto apposta, che non ho forzato nulla e che la situazione si è così evoluta spontaneamente, senza che io lo volessi, anzi. Posso ancora considerarmi stronzo?
Mi hanno detto di no… ma i sensi di colpa mi attanagliano.
Eppure non mi pento dei pensieri che ho fatto, dell'averci visto un possibile futuro, anche se non mi sentivo per nulla coinvolto.
Anzi, vorrei provarci. E non è una fuga.
Ora vedremo, tra un paio di giorni. Cosa riuscirò a dirti…

Parlare.
Mettere in chiaro le cose, non lasciare niente sul piano del "non detto".
In qualunque tipo di rapporto, sia di amicizia che di amore, è fondamentale. Per rimanere sintonizzati sulla stessa frequenza, per non dare nulla per scontato, per essere certi di star percorrendo gli stessi binari.
Eppure, talvolta è cosi maledettamente difficile. Anche quando sei con una persona alla quale diresti tutto.
Perchè? Domanda senza risposta. O forse troppe, risposte.

Tirare fuori le palle.
Quando il gioco si fa duro… si fa duro! E i duri iniziano a giocare. Si tira fuori la grinta, e tutto il resto passa in secondo piano.
Solo se messi alle strette? Forse. Solo l'evidenza della realtà ci obbliga a combattere le nostre paure?
Siamo umani, siamo anche deboli.

Mi sono sorpreso di me stesso, si. Forse questo è davvero l'ultimo passo per guarire definitivamente. E tra qualche giorno sarà anche l'anniversario dell'inizio di quel periodo…. Mi crea sempre ansia, il suo avvicinarsi.
Sono cambiato in questi anni, le persone che ho conosciuto e con le quali ho condiviso un pezzo della mia vita mi hanno lasciato dentro qualcosa, massime da seguire, alternative da valutare, possibilità da scegliere. A loro devo molto. A te, con la quale voglio continuare a condividere questo bel rapporto, devo parte di quello che sono. Parte di quella persona che tra i mille difetti ha anche qualche pregio, persona di cui oggi posso andare fiero.

gen 21

2009: Ema 3.0

Vediamo… dunque, da dove comincio stavolta?

L'anno non è iniziato nel migliore dei modi. Una serie di sfighe di dimensioni titaniche mi è venuto addosso, e probabilmente non ho nemmeno fatto qualcosa per evitarlo! Ma che volpe che sono! No, non come l'altra volpe, però…!
Fisicamente: primi giorni dell'anno con ipertensione, poi un male a schiena e braccio destro persistente per circa quindici giorni, che fortunatamente ora dopo svariate sedute di fisioterapia si è attenuato, dovuto probabilmente a uno strappo muscolare dorsale o a una piccola ernia cervicale. Si, ho fatto danni: con uno starnuto! poco prima della metà di dicembre, se non ricordo male…
Se escludiamo un vasetto di marmellata che mi è caduto sulla testa (sfracellandosi a terra subito dopo, era nella credenza) la settimana scorsa direi basta, ma direi anche che son più che sufficenti come iettature!
Altre sfighe accessorie? beh, ho perso buona parte del materiale a cui stavo lavorando per la tesi e il tirocinio – poco male, mi son quasi rimesso a posto ormai -; i dischi del server erano strapieni e ho dovuto d'urgenza sostituirli altrimenti scoppiava tutto; la settimana scorsa in appartamento lo scaldabagno ha deciso di allagare un bagno; il disco del miniserverino che con tanto impegno ho costruito nell'ultimo mese ha deciso di sfracellarsi giusto ieri. Fantastico, devo dire.
E tutto questo in soli 21 giorni.
Almeno per quel che riguarda esami e compagnia bella non mi posso lamentare, anzi! L'impegno dà i suoi frutti!
Ma fosse tutto qui, me ne sarei fregato. I problemi sono ben altri… e stavolta si tratta proprio di "problemi", nel senso che a risolverli ci vorrà la forza di un leone. E dipende tutto da me, oltretutto, per cui stavolta non ho scusanti.

Riflessioni ricorrenti, negli ultimi 20 giorni. Da non dormirci la notte, spesso.
Cosa sarebbe successo se….? Si, lo so, sul passato non si può far nulla, bisogna vivere il presente guidando il futuro nel migliore dei modi. Però la domanda resta, e macina il cervello e lo stomaco.
Cosa sarebbe successo se….. se i miei prof del liceo non mi avessero fatto odiare quasi tutte le materie: letteratura italiana, latino, filosofia, storia, biologia, scienze… solo per citare quelle che più mi rendo conto mi sono mancate. Tralasciamo matematica e fisica, che era come non ci fossero, grazie al prof Ciccio. Si salvava inglese e storia dell'arte. Religione e ginnastica mica le conto, e comunque erano comunque negative! Oltretutto i pensieri si sono amplificati, dovendo preparare un esame di filosofia, per la quale il totale disinteresse e odio è rimasto immutato in tutti questi anni.
Zero motivazione, zero interesse da parte mia. Ma forse se fossero riusciti a stimolarmi, a farmi apprezzare anche solo in parte le loro materie, forse… forse avrei considerato anche altre strade. Invece no. E così mi son ritrovato a coltivare gli unici interessi personali che avevo all'epoca, scegliendo dritto come un fulmine ingegneria. E facendo la scelta più idiota della mia vita.
Non rinnego le esperienze, non rinnego le amicizie e le avventure vissute tra quella gabbia di matti, ma ho proprio l'impressione di aver perso svariati anni in una strada che non era la mia. Almeno fino a quando non ho avuto esperienze personali che mi hanno fatto capire che dovevo fare altro, per sentirmi realizzato, rendermi utile, avere stima di me stesso.
Cosa sarei ora? Un medico, un filosofo, uno biologo… uno psicologo, probabilmente da un pezzo.
E domande verso il mio futuro. Cosa fare tra qualche mese, quando finirò di laurearmi? Dritto al lavoro, specialistica, medicina e psichiatria, qualcos'altro che ancora non ho immaginato… Dubbi, mi sento in bilico tra le mie mille inclinazioni, e stare dritto non mi viene spontaneo. E non ho nemmeno intenzione di sforzarmi, che a sforzarsi non si arriva da nessuna parte.
L'unica cosa che mi verrebbe da dire è: chi vivrà vedrà.

Cosa sarebbe successo se….. se quella volta non avessi preso la decisione di dare un taglio col machete a una situazione che, guardandomi indietro, allora consideravo impossibile, ma invece era gestibilissima, a patto di mantenere un certo bruciore di stomaco. Dove saremmo arrivati noi due, amici per la pelle, legati da qualcosa che ancora oggi faccio fatica da un lato a capire e dall'altro ad accettare, che avevamo condiviso così tanto anche se in così breve tempo… dove saremmo arrivati se ci fossimo detti quelle parole che non siamo mai riusciti a dirci? Forse avrei dovuto farlo io, e sbloccare la situazione. Invece, la fuga, e il resto della storia è ormai… storia… storia che tutti i miei pochi più cari amici conoscono.
Ora… la situazione è completamente diversa. Sono passati, quanti, sei anni e mezzo? E ricordo tutto come allora. E io sono diverso, i rapporti che ho costruito sono diversi, il mondo che mi circonda è diverso e non assomiglia minimamente a quello di un'era fa. Ma mi rendo conto che la parentesi non è chiusa. E' rimasta aperta, e come un tubo che continua a spandere acqua (sogno ricorrente) sta allagando la mia esistenza… e non posso continuare ad andare avanti a stracci, pentolini, tappi di fortuna e cercare di tamponare la situazione. Forse è il caso di chiudere il rubinetto, prima che continui a digrignare i denti fino a rompermeli (altro sogno ricorrente).
Come se non bastasse, il rubinetto non è nemmeno uno solo. Me ne sono reso conto da davvero poco tempo, da meno di venti giorni, e probabilmente ho rischiato di fare un vero disastro. Come tentare di tappare il tubo saldandolo… finchè spande acqua: rompi anche la saldatrice (che sarei io).
Forse ho capito come risolvere il problema del "non sono preso da te". Non ne sono certo al centopercento, ma forse la soluzione è a portata di mano.
E il primo rubinetto lo chiuderò entro brevissimo tempo, lo prometto. Non rifarò gli errori del passato.
Il secondo rubinetto mi richiederà più tempo… o meglio, un'attesa, a dopo il penultimo esame, a quando sarò più tranquillo. Ho ancora il tuo contatto, e stai certa che non sparirò. Non di nuovo. E che ti dirò tutto quello che avrei dovuto dirti secoli fa, anche se non ti sembrerà abbia tanto senso adesso; lo so, non cambierebbe nulla tra noi, e nemmeno lo voglio!. Ma serve a me. Non voglio lasciare puntini di sospensione, che nel nostro caso hanno davvero rischiato di rimanere eterni.

Aaaaahhhhh… ora mi sento già meglio. La tachicardia s'è un pò calmata, e mi viene quasi da sorridere. Sempre sorriso dolceamaro, ma almeno non broncio. E quest'anno non continuerà come è iniziato, ne sono certo!

Update del 22/01 ore 20:15:
Il primo è chiuso. E mi sono sorpreso della mia risolutezza… non avrei nemmeno immaginato di poter parlare così apertamente. Forse perchè eri tu che ascoltavi.
Le sfighe continuano: ho il polpastrello di un dito incerottato… grrrr……

gen 04

Welcome 2030.. er.. 2009!!

Roma 28 Febbraio 2035 ore 18, archivio Nucleo Operativo Comitato Censura Audio, sequestro n 61440031, brano di contenuto sovversivo n 2354779, provenienza Milano blocco Venier, Baraccopoli smantellati, autori processati e condannati a riprogrammazione neuronica, in data 5 Agosto 2031, mix completo.

Corre l'anno 2030, e mi ritrovo che di anni quasi ne ho 60,
il mio pizzetto è grigio, e di capelli sono senza, e Ambra è' il primo presidente donna.
Uhuu!! Il cielo quasi non si vede più, si esce con la maschera antigas,
sull'autobus c'è la business class, e per entrare in chiesa, uhuu, ci vuole il pass.
Ormai si parla solo tramite Internet, e il parlamento c'ha la sede ad Hammamet,
ci si spara nella metropolitana, fra Nord e Sud c'è la dogana, però tutti si veste Dolce&Gabbana.
E la mia mente indietro vola, veloce fila a prima del 2000, tanti anni fa,
quando si era in tempo, adesso no, e oltre contro c'e la riprò, perciò…Ho

Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noè,
era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perché.
C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male,
la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica.

Siamo nell'anno 2030, loro controllano televisione e radio,
c'è un comitato di censura audio, valutano, decidono, quello che si, quello che no,
ci danno musica innocua, dopo il collaudo, ci danno San Remo, presenta ancora Baudo,
con i fiori e la scenografia spettacolare, quest'anno ha vinto Bossi che è tornato a cantare,
corre l'anno 2030, l'Italia ha venduto il Colosseo alla Francia, Venezia affonda,
2030 e un giorno si e uno si scoppia una bomba, 2030 e stiamo senza aria,
ma odio ce ne abbiamo in abbondanza, prima divisero Nord e Sud, poi città e città, e pensa,
adesso ognuno è chiuso nella propria stanza, l'intolleranza danza, non c'è speranza… Ho

Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noè,
era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perché.
C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male,
la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica.

Questo è l'anno 2030 qui chi pensa è in minoranza, ma non ha importanza non serve più,
uhuu, 2030 l'indifferenza è una virtù, i cyber-nazi fanno uno show in TV,
i liberatori picchiano barboni in nome di Gesù, uhuu,
l'inno nazionale suona tipo marcia funebre, il sesso virtuale è più salubre in quanto che c'è
un virus che si prende tramite il sudore, e in 90 ore si muore,
l'HIV in confronto sembra un raffreddore,
é un esperimento bellico sfuggito e il risultato è che nessuno fa l'amore.
E io sono fuorilegge in quanto di questo parlo, in quanto penso a quando questo
potevamo anche fermarlo adesso è tardi, per un poeta pirata che spera i bei ricordi e ha…

Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noè,
era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perché.
C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male,
la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica.

Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noè,
era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perché.
C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male,
la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica…


è uscita che avevo appena 15 anni, ero un ragazzino allora, mi aveva già preso sta canzone. La cassetta me l'aveva copiata un compagno di classe, e l'avevo ascoltata per tutto un campo invernale, con uno "stereo" realizzato con un vecchio walkman e una cassa acustica smontata dall'auto di luca. Pensa te come eravamo messi, altro che mp3.
L'avevo trascritta a pc, con quel vecchio rudere che chissà che fine ha fatto, stampata con la mia vecchia stampante ad aghi e appesa nella mia stanza, quasi fosse un monito. Ora a distanza di così tanti anni il contenuto sembra così attuale, il 2030 si avvicina inesorabile. Avrò circa 50 anni, e spero proprio che quei due rapper si sbagliassero… però su alcune robe ci hanno anche azzeccato, o ci sono andati paurosamente vicini!

Non è una nostalgia fine a sè stessa, senza speranza. La mia è ancora ricoperta d'ottimismo, credo che sia ancora possibile far diventare migliore questo mondo. C'è del buono nella razza umana. Peccato, che i media facciano vedere solo il lato negativo.
Mi auguro che il 2009 vada in questa direzione… io per quel che posso, ce la metterò tutta…

Le feste stanno ancora passando, questi giorni sembrano non passare mai. La casa-ospedale sta popolandosi anche di altri soggetti, ora oltre al reparto geriatrico c'è anche quello psichiatrico, visto che tutti qui, me compreso, siamo malati di mente! Se inizio con le allucinazioni negative, vuol dire che sarò diventato pure schizofrenico. Per ora sono sempre e solo nevrotico. O almeno spero.
L'inverno è freddo come quello del '95-'96. Quello di quel campo che dicevo sopra, tra l'altro. C'è neve ovunque, la sera si scende anche a -8, spero di riuscire ad andare a pattinare – o a sfracellarmi sulla pista, più correttamente. In montagna, beh, oggi non sono andato, spero di andarci nei prossimi giorni.

E' stato bello, l'altra sera. Rivederti, trovarti finalmente col sorriso sulle labbra, riabbracciarsi senza che si ricreasse tensione, nè nostalgia, nè altri pensieri. Star bene, e basta. E' questa la conclusione che speravo, per entrambi. Potersi rivedere senza andare in tilt. Ora vedremo, se riuscirò a chiudere anche quel cassetto rimasto aperto da secoli. L'ho promesso a me stesso, lo farò.