ott 14

Memories

"E' la memoria che rende l'uomo diverso da tutti gli altri animali. Noi siamo l'unica specie legata al proprio passato. I nostri ricordi ci danno voce, sono testimonianze storiche da cui altri possono imparare. Possono servire a celebrare la nostra gloria o metterci in guardia dai nostri errori."
La citazione è arrivata ad hoc. Nel momento giusto.
Da un lato ho dei ricordi che tornano alla mente, ricordi vecchissimi, di ormai molti anni fa… che riemergono in superficie tramite sogni, occasionali per carità, ma carichi di pathos, che ti portano anche alla lacrima facile…

Castana chiara, capelli tipo caschetto ma più lunghi, due occhi che non scorderò mai.
Incrociarsi, non riconoscersi a prima vista dopo tanti anni, ma sentire qualcosa a pelle.
Un ricordo che ci unisce dopo cosi tanto tempo e una sequela di fatti assurdi…
"hey ma… ma noi ci conosciamo?" "mi sembra di si.." "scusa ma…come ti chiami?" "(qui ci starebbe il suo nome, ma lo ometto)" "(risata a crepapelle)" "cosa c'è?" "ma scusa… non avevi capito chi sono io?" "oh mio diooooooo" "senti… accompagno a casa lei e poi ti chiamo che beviamo qualcosa insieme ok?" "chiamo a casa e dico che non torno…"
la scena si sposta su una montagna, in un fitto bosco pendente in discesa con molti sentieri ravvicinati e alberi alti e bassi intrecciati tra loro, posto vicino a un paesello sconosciuto che è sopra il monte. E il sogno finisce qui.
E finiscono anche i pensieri collegati. E' passato, è trascorsa una vita e mezza dopo di lei, non ha senso pensarci con nostalgia. Ma ricordare si, non è peccato, ed è nella nostra natura… e quei momenti riempiono un pò quel vuoto che non credo sarà mai colmato.

Dall'altro lato posso dire che… nella mia nuova tana ho riempito un pezzo di parete con delle vecchie foto, prese qua e là nel mio archivio, testimonianza di ciò che c'era e non c'è più… purtroppo, dovrei aggiungere.
Sento la mancanza di un gruppo, quel gruppo che mi ero scelto anni fa e del quale resta ora solo uno spettro.
Divorato da sè stesso, fagocitato dalle piccole tensioni interne che a causa della [url=http://iow.no-ip.com/index.php?entry=entry080807-192520]teoria del silenzio[/url] poi vanno a emergere ingigantite. Cambiato in sè stesso, scelto anni fa perchè incarnava tutto quello che volevo dagli amici, ma nel quale ora come ora io non mi ritrovo più. E non sono il solo, visto che guarda caso degli storici sono rimasti solo 2 o 3 tizi. E non per via delle morose…
E io sono stanco di lottare coi mulini a vento, è ora che pensi un pò di più a me stesso. Sono cambiati, e son cambiato io. Nessun problema, ognuno ha diritto di prendere la propria direzione e ogni via è giusta. Ma così le strade si dividono, e amen… non c'è niente da fare, e forzare o forzarsi a cambiare è una violenza troppo grande. Quel gruppo per me non esiste più. E' troppo diverso da come lo ricordo io. Molti già ne sono usciti di fatto, si fan vedere o sentire occasionalmente, e la maggioranza dei pochi che resistono pare abbiano proprio cambiato identità.
Se tutto diverge, se non resta più nulla, perchè restare uniti, solo per abitudine forse?
Non ha senso, almeno per me.
Anche qui sono pervaso dalla nostalgia. Anche qui per qualcosa che non esiste più.
Avrei molto da dire, e a molti. Ma per una volta sono d'accordo. Silenzio, anche se per motivi diversi. Per loro parlare a ruota libera e in modo sincero è male, per me invece è ormai totalmente inutile. Meglio risparmiare energie per qualcosa di meglio.

Non sembrava stessi cosi? Devo dire di aver avuto buoni maestri di teatro, bravi con le maschere.
Ma non sono nemmeno così giù, comunque. Ora sto bene, e ho imparato a mantenere bei ricordi dalle esperienze passate. Quelli che, scolpiti nella nostra memoria, ci danno ogni giorno la forza di andare avanti. E ti ricordano che anche se ora senti nostalgia per ciò che è passato e non tornerà, ci sarà un domani col sole.

ott 05

doubts: answer

Leggero momento di svarionamento, nelle ultime settimane. Lo confesso, me lo aspettavo.
Giungi a vedere la fine di un percorso, della prima tappa in realtà, e i dubbi ti assalgono.
Non lo accetti razionalmente, rimane a livello inconscio, continui con le tue attività ma senti che c'è qualcosa che non va.
Solo non riesci a capire cosa.
L'unico specchio rivelatore è composto di sogni ricorrenti, nei quali si torna indietro di più di tre anni.
Tornavo al lavoro, quello vecchio, stessa azienda, stesse rogne, stesso trantran quotidiano. Da un lato entusiasmo, come in ogni cosa "nuova", dall'altra parte mille domande. Perchè l'ho fatto, non dicevo di aver trovato la mia strada tornando a studiare, mi mancava così poco per arrivare alla laurea e invece ho mollato per tornare qui, perchè, e poi quanti amici non rivedrò più, quante esperienze mi sono precluso con questa scelta…
L'avevo già sognato, decine di volte credo, probabilmente ogni volta che mi trovavo a essere sotto stress da esame. Ma stavolta tutto era più nitido, nel sonno pensavo e ragionavo come da sveglio, ed ero cosciente che stavolta l'avevo davvero fatto.
Poi mi sveglio, scopro che (fortunatamente) non ho fatto una puttanata del genere. Sarebbe davvero stata la "cazzata magna".

Volendo ricominciare daccapo, tre anni fa, perchè ho preso questa strada? Tra le altre mille che potevo prendere, perchè proprio questa?
Ho dovuto prendermi mezza giornata di pausa per me, e rifletterci… e la risposta è la stessa di quando ho scelto tre anni fa di fare il tecnico.
Risolvere problemi, rendere la vita più facile agli altri, aiutarli nel limite delle mie capacità.
Se so fare bene una cosa, cerco di rendermi utile al mondo e agli altri in quel particolare frangente. L'unica maniera per sentirsi appagato, per sentirsi qualcuno, non eccezziunale, ma utile, non un semplice passante nella strada che guarda con aria di sufficienza il mendicante.
Narcisismo? Mah, forse.
Poi dopo un tot non mi è più bastato. Ho sentito il bisogno di fare di meglio, il dovere di fare di più. Perchè sapevo di esserne in grado, e non credevo nemmeno di avere solo quella abilità. Pensavo, forse ce ne sono altre, in cui potenzialmente me la caverei anche meglio, che attendono solo di essere esplorate.

Ecco perchè quel cambio radicale, quello stravolgimento che tutt'ora qualche conoscente non riesce a spiegarsi e liquida con una risata e un "te o ghe fato parchè xe pien de fighe".
Si, perchè nelle mille aziende che visitavo ogni giorno non c'erano altrettante segretarie… Ma va cagher va…

Torniamo al sogno.
Credo che sia paura. Paura di finire questo percorso e di rendersi conto di non avere la stoffa per questo lavoro. Paura di non esserne in grado, di fare più danni che altro, di non realizzarmi come mi sono sognato. Non è semplice abbattere questi timori, rendersi conto che sono probabilmente solo irrazionali e isolarli, sto cercando di farlo e per ora ne ho ottenuto solo nervosismo e un gran mal di testa.
Ma sono cosciente di essere sulla strada giusta. So che è la strada migliore per riuscire a combinare qualcosa di buono, e non solo per me.
La cosa peggiore però è che in queste battaglie sei sempre da solo. Non è facile trovare qualcuno con cui parlare di questi argomenti, e il fatto di essere a casa questo weekend non aiuta. Ma comunque, superare questo momento è qualcosa che devo fare da me… e spero in fretta…

Questo post è solo uno stub, credo lo modificherò un pò nei prossimi giorni.