ott 31

Systematic Chaos

Ho una emicrania pazzesca.
Ieri sera sono andato con altri due al concerto dei Dream Theater al palasport di Padova. Non ci sono parole per descrivere questo evento… Due ore di musica, ottima musica, che non si limita al solo metal progressive ma riesce a variare al momento giusto verso toni più soft, e il tutto con testi per niente banali, anzi!
Questo gruppo e le loro canzoni sono intrecciati indissolubilmente con i fatti più salienti della mia vita. E ogni volta che li riascolto ne rivivo le stesse emozioni. Sarà anche per questo che per molto tempo ho evitato di ascoltarli, poichè ripensare a certi momenti portava inevitabilmente a riviverne le emozioni positive, ma putroppo anche le negative. E a pensare, con non poco rimpianto, che quei momenti erano ormai passati e non sarebbero mai più tornati.
Ma ora è diverso. Ho elaborato tutta la mia storia so far, e riesco a godermi questi bei dischi pensando anche solo ai fatti positivi del mio passato, senza che mi sorga nessuna tristezza.

Il nuovo album dei Dream Theater si intitola Systematic Chaos. E davvero non è male. Non posso non continuare a tenere al primo posto quella che considero la loro opera magna, Metropolis Part.2 Scenes from a Memory, anche perchè è l'album che per me ha significato di più.
Ma ho preso in prestito il titolo dell'album anche per descrivere la condizione mentale in cui sono perennemente! Una sistematica confusione! E non è una condizione che ho desiderato, anzi, ma in cui continuamente vengo a trovarmi.
E che ti divide in due. Rimanere o non rimanere, in uno stato di systematic chaos.
Per ora so solo che ho un gran mal di testa.
E che la risposta alla domanda 'quanto si possa resistere in queste condizioni' è: poco…

ott 27

Cheater… winner or motherfucker?

E' una settimana che mi ronzano per la testa un paio di canzoni dei Queen.
Sarà perchè le ho ascoltate dopo un bel pezzo che nn le sentivo al concerto della Merqury band la settimana scorsa in fiera, o forse perchè sento mi rappresentano particolarmente, o forse perchè sono legate a dei bei ricordi…
Under pressure e Who wants to live forever.
E' anche una settimana che ripenso al vecchio post di un paio di settimane fa sui bari. Su come essere onesti probabilmente non paga.
Ci hanno insegnato che questo mondo è basato su dei valori, che chi si comporta male prima o poi le pagherà tutte, che chi si comporta bene e onestamente vivrà felice. Per chi ci crede, anche che gli uni andranno all'inferno e gli altri in paradiso.
Ma il mondo reale non è cosi. Quella è utopia. E ogni giorno che passa le conferme non mancano.
Chi segue dei valori al massimo può averne la consapevolezza e sentirsi in pace con sè stesso. Ma avrà davvero una vita felice? E chi ci assicura che poi oltre la morte vi sia qualcos'altro? Vale davvero la pena essere cosi?
Quelli invece che fanno i bastardi, gli stronzi e quant'altro, che non si possono sentire in colpa perchè una coscienza non ce l'hanno. Si godono beatamente la vita, immuni di fronte agli altri, impassibili di fronte alle conseguenze delle loro azioni. Esistono solo loro, gli altri sono solo oggetti (e non in senso psicodinamico!)

E allora sorge spontanea la domanda: e che ci guadagno io? Anzi, sono proprio sfortunato ad avere una coscienza, e a dover sottostare alle sue regole a meno di non sentirmi in colpa e una merda.
Dovremmo liberarci di questi vetusti valori, e di questa impacciante coscienza?
Molti lo farebbero, se potessero. Forse anche io. Ma dobbiamo andare a patti con quello che siamo, con quello da cui non possiamo assolutamente scappare.
Mi sento come sdoppiato.
Un me nel mondo ideale, dove queste regole funzionano. Un mondo giusto, dove chi sbaglia paga, dove i valori che abbiamo dentro contano ancora qualcosa. Dove i rapporti tra le persone sono onesti e veri, non vi sono interessi, dove i sentimenti sono sempre sinceri.
Un me nel mondo reale, dove queste regole non esistono. Un mondo che non sopporto, dove chi è stronzo viene premiato, dove i valori sono motti per sfigati. Dove i rapporti tra le persone sono falsi e basati sulle bugie, tutto è fatto solo di interessi, dove i sentimenti sono spesso prese per il culo.
Almeno ho coscienza che il mondo è fatto cosi. E vero che poi io tendo a vedere tutto in bianco e nero, positivo o negativo, senza sfumature intermedie. In questo caso, le sfumature intermedie potremmo essere tutti noi… ma non è abbastanza consolante.
Sicuramente sono state le ultime cose viste nell'ultima settimana che mi hanno portato a vederla cosi nera, cose sulle quali preferisco sorvolare e in alcuni casi tenermene anche il peso dentro.
Una soluzione è quella di essere ciechi. Occhio non vede, cuore non duole. Ma secondo me è una soluzione fallimentare, perchè visto che la sfiga ci vede benissimo, prima o poi tutti i nodi sono destinati a venire al pettine.
In pratica non vi sono soluzioni. Quel che mi domando è quanto si possa resistere in queste condizioni…

ott 20

Choices (real ones)

Il precedente post era preparatorio. Spero abbia stimolato qualche riflessione e che non sia stato preso, come credo l'abbiano preso l'80% di quelli a cui è stato rivolto, come una cazzata.
Riflettendoci, non è per niente una cazzata.
Quante scelte sono fatte senza riflettere un attimo, e basandosi su pochi dati a disposizione, senza indagare un minimo a fondo, e prendendo poi degli abbagli e delle bastonate colossali? Tutte le nostre storie personali, e la storia stessa, continuano a ripetercelo…ma il dubbio di averlo capito sul serio rimane.
E infatti regolarmente poi commettiamo gli stessi errori. Tant'è che il 73% degli intervistati ha scelto un nazista come Leader (e tiranno) del Mondo e ben l'87% ucciso Beethoven. A questo punto il proverbio "sbagliando s'impara" può pure essere sbattuto nel dimenticatoio…
E' un periodo di scelte.
Scelta del curricula di studi, scelta degli esami, scelta sul prendere o no questo benedetto appartamento, scelte nella mia vita privata.
Quante di queste sono dettate dall'istinto, e quante dalla ragione…?
Di mio, io tendo a pensare molto, pure troppo, prima di prendere delle decisioni. A costo poi di mangiarmi le mani, preferisco dare retta alla ragione. In fondo, anche se poi in un secondo tempo molte volte ho pensato di aver sbagliato, successivamente mi sono sempre reso conto che a conti fatti, la scelta ragionata era quella migliore.
Sicuramente razionalizzo troppo, probabilmente è il mio meccanismo di difesa preferito…
…e infatti mi piace pensare che queste mie scelte 'razionali' siano invece più spesso istintive, e mascherate poi come frutto di ragionamento, in modo da sentirmi più sicuro in queste.
Comunque sia, le nostre scelte influenzano sempre la nostra vita…anche quella di tutte le persone che si hanno intorno. Per quello vanno sempre almeno un pò ragionate… hanno influenza su tutti, non solo su noi stessi. Fossimo soli, allora si riguarderebbero solo noi stessi. Ma la solitudine è cosi brutta…
E' un periodo di scelte.
Anche molto semplici, ma che mettono in luce chi siamo.
Basta pensare a come si trascorre il weekend.
E qui si che bisognerebbe fare delle scelte. Non farne una in particolare, ma farne.
Ieri la serata è iniziata anche bene, a un concerto dei merqury… peccato che poi per accontentare i soliti si sia dovuti andare in quel postaccio che è il gallery. In pratica un Seven con le mura.
Centinaia di persone incastrate come in tetris in un locale che di bello proprio non ha niente. Una piazza di 20×20 metri, coperta da una struttura di ferro e circondata da tre mura, ricavata nel cortile interno di una vecchia scuola.
Centinaia di persone che si guardano. Che sono lì perchè 'fa figo'. E' un locale figo. E' pieno di figa. Che se la tira e non la dà, ma è figa. Ci sono i divanetti, ci si mette venti minuti per avvicinarsi al bancone ma poi si beve lo spritz, imbevibile ma al modico costo di 2 euro, ci si pesta i piedi, si rimane assordati dal tunztunz continuo della musica house sparata come se si fosse in discoteca…
Posso capire che possa piacere un posto del genere, anche se a me fa cagare.
Ma mi ha stupito l'assenza di argomentazioni nella conversazione con un amico:
Io: "Potevamo andare al Milano, almeno c'è un pò meno casino!"
Lui: "Ma sono tutti qua!"
Io: "Tutti chi??!"
Lui: "Tutti!"
Io: "E se tutti si spostassero da qui al Gossip, cosa faresti?"
Lui: "Seguo la massa!"
Io: "E se tutti si buttassero giù da un ponte perchè fa figo..?"
Lui: "…"
Sicuramente sapeva dove volevo portarlo col mio discorso, per cui le risposte sono state forzate… ma credo che in ogni puttanata sparata vi sia un fondo di verità. Purtroppo.
Purtroppo fare una scelta è difficile, se controcorrente lo è ancora di più, e allora quale migliore soluzione di uniformarsi alla massa, in modo da non aver più bisogno di pensare, e contemporaneamente sentirsi parte di un mondo più figo altrimenti irraggiungibile?
Fare parte della massaforza. Dall'altro lato, annulla noi stessi.
Ci uniforma e mette tutti sullo stesso piano. Così anche chi non si sente sicuro di sè o ha dei dubbi sul proprio essere un figo, diventa parte di quell'unico individuo strafigo, "la massa".
E' un discorso fatto anche troppe volte, in [url=http://iow.no-ip.com/index.php?entry=entry070518-213510]questo[/url] post, in [url=http://iow.no-ip.com/index.php?entry=entry070623-153854]quest'altro[/url] e in [url=http://iow.no-ip.com/index.php?entry=entry070811-222759]quest'altro ancora[/url], ma non mi stancherò mai di rimpiangere gli amici come erano quando li ho conosciuti e ho iniziato a uscire con loro, e di ricordare a me stesso e a chi ho intorno quanto sia importante il nostro essere noi stessi, senza uniformarci per comodo o per paura di non essere all'altezza.

Ogni scelta è difficile, ogni scelta comporta un rinunciare a qualcosa. Spesso quest'ultima parte è quella più difficile, perchè vorremmo avere tutto e non rinunciare mai a niente.
Ma il treno della vita va sempre avanti, non aver coraggio di scegliere vuol dire nella migliore delle ipotesi arrivare dove arrivano tutti, senza mai tentare delle strade alternative, o peggio ancora rimanere fermi a uno scambio indecisi sul da farsi.
Quanto a me, le mie scelte le ho fatte. Ci ho ragionato, chiesto consiglio agli amici, quelli veri, mi sono preso il poco tempo necessario e ho imboccato la via. Sperando che sia quella giusta.
Ma stavolta, incredibile, le stesse scelte le avrei fatte sia istintivamente che razionalmente. E visto che questo capita da un bel pò, che sia che le mie due anime abbiano fatto pace tra loro e iniziato a collaborare?